(questo post non ha titolo)

“Ti fidi?”
“Sì, mi fido.
Ti seguo come si segue una lucciola nella notte…”
“Ti fidi?”
“Sì, mi fido.
Chiedimi quello che vuoi, sai che puoi”.
“Ti fidi?”
“Certo che mi fido, mi infastidisce ripetertelo”.
Avverti quello strano disagio misto a insofferenza che si prova quando non hai più voglia di “tenere la parte” ma hai paura di specchiarti negli occhi dell’altro, fino in fondo.
Sarà quel sottile brivido che ti sale su per la schiena, abbastanza lieve da poter essere trascurato, abbastanza persistente da richiamare la tua attenzione.
“Ti fidi??”
“Sì, mi fido.
Ma il silenzio mi indispone, mi fa paura, specialmente quando le parole sono tutto ciò che si possiede”.
Parole. Parole. Parole.
Ma ora basta. Non ti basta più.
Eppure ogni volta sorridi, tremi, ti emozioni… Forse ti basta.
Poi il sogno si fa sempre più confuso, i suoi contorni più vaghi. La sensazione di benessere vacilla, poi scompare, lasciando il posto all’allarme.
Apri gli occhi di scatto, come se un tuono avesse squarciato il silenzio apparente dei tuoi rumorosi pensieri…
Zitta, zitta. Non pensare.
Lo stomaco si ribella. Sete. Caldo. Senso di nausea.
Zitta, zitta. Non parlare.
Morfeo arriva, dagli tempo, gli serve solo tempo.
Muori e rinasci ad ogni respiro.
Cedi. Accendi il computer.
Cominci a scrivere: la tastiera silenziosa non rivela a nessuno la tua insonnia.
Sillaba dopo sillaba, liturgicamente, le odiate/amate parole arrivano a lui, tanto lontano.
Per ogni volta in cui avresti avuto bisogno di una sua parola, per ogni mancata carezza, per i vuoti non colmati, per ogni promessa blaterata al vento, per le lacrime e la rabbia…
“Ti fidi?”
“Sì, mi fido. Mi fido di quel che sento…. E sento freddo. Pieno inverno”.
Spegni il PC, il monitor, la luce, il telefono, l’anima e finalmente…… Dormi.































16 commenti

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento