(questo post non ha titolo)



[ Il.cuore.infranto ]


Completamente pazzo è colui che dice
d’essere stato innamorato un’ora,
e non perché l’amore declini cosí presto,
ma perché in minor tempo ne divora dieci;
Chi mai mi crederà, se io vi giuro
d’avere avuto la peste per un anno?
Chi mai non riderebbe, se affermassi
d’aver visto una fiasca di polvere bruciare un giorno intero?


Ah, che balocco è un cuore, una volta
caduto nelle mani dell’amore!
Tutti gli altri dolori fanno posto ad altri
dolori, e solo un po’ ne chiedono per sé;
essi vengono a noi, ma Amore ci trascina,
ci inghiotte e non mastica mai: come mitraglia
ne uccide schiera a schiera.
Egli è il Luccio tiranno, i nostri cuori sono Pesciolini.


Se non fosse cosí, che avvenne del mio cuore
quando ti vidi per la prima volta?
Portavo un cuore entrando nella stanza,
ma uscendo dalla stanza non lo avevo piú:
fosse andato da te, lo so bene, il mio cuore
forse avrebbe insegnato al tuo cuore a mostrarsi
verso di me piú pietoso: ma l’Amore, ahimè,
al primo colpo lo infranse come vetro.


Eppure nulla può accadere al nulla,
ne’ alcun luogo può essere mai vuoto,
per questo penso che il mio petto tenga
ancora quei frammenti, sebbene separati;
e cosí come ora specchi infranti mostrano
centinaia di volti assai piú piccoli,
i miei frammenti di cuore possono scegliere, desiderare e adorare,
ma dopo un tale amore non possono piú amare.

:: John Donne ::




































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  1. utente anonimo
  2. if

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