(questo post non ha titolo)

Entri decisa dall’amori-vendolo e chiedi: "Due etti e mezzo di amore, di quello sincero, grazie". Con gesti esperti il negoziante te lo incarta e te lo poggia sul banco, mentre lasci i 100 euro (il conto è presto fatto: 400 euro al kg.)
Esci pensando "Per avere un po’ di affetto, se si va avanti così, dovrò chiedere un mutuo alla Banca".
Ma il tuo amore è lì, sotto il braccio, si sente quasi il suo tepore confortante. Sali veloce le scale, entri nel buio appartamento, posi il fragile pacchetto sul divano. Sembra luccicare nella penombra, già, l’amore brilla.
Non sai però come si usa.
Forse si mangia (scartò di colpo la confezione imbrattandosi le dita, assaggiò prima indecisa poi ingoiò di colpo il contenuto leccandosi a lungo le punte dei polpastrelli.) forse si spalma (ne stese un velo sottilissimo su una spalla, massaggiò lungamente le braccia di quel latte in un baratro di piacere) forse si ascolta (avvicinò l’orecchio con stupore, una dolcissima scala di note limpide la pervase) forse si annusa (la violenta essenza entrò decisa dalle narici allagando gli angoli più remoti del suo cervello lasciandola in una vertiginosa incoscienza) forse si guarda( dall’incartamento aperto sfilarono in rapida sequenza le immagini dei suoi momenti d’amore ormai appassiti e lei sentì una stretta di disperata nostalgia alla gola ) 
Peccato dover fare una scelta. Richiudi con cura il pacchettino, scendi le scale, torni dove l’hai comprato. "Mi scusi, vorrei cambiarlo con qualcosa di meno complicato, se posso.  Proprio non so come usarlo."
L’amori-vendolo ti guarda sorpreso e dice "L’amore non si usa. Si regala".
Fino ad esaurimento scorte?? Mi domando io.

14 commenti

  1. Mtt
  2. ca
  3. ca

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