Alla domanda di chi …

Alla domanda di chi mi vede un po’ stralunata: “Che hai, E.?” la risposta è: “Niente”.
Ed è una risposta sincera e sconfortante: significa davvero n.i.e.n.t.e.
Quel particolare stato d’animo in cui il vuoto diviene eloquente, dirompente. Il primo segnale che si comincia a recepire la vita come assurda.
Accade così, quasi inconsapevolmente. Chiudi gli occhi e ti ritrovi incapace di immaginare di respirare un’altra volta, ancora.
Il cuore in dialisi, il cervello in equilibrio sul precipizio dalla rinuncia.
Probabilmente l’unica via d’uscita è sedermi e lasciarmi sopraffare dal dolore, inerme. Forse solo così mi percorrerà in ogni fibra e, se non mi polverizzerà, prima o poi fluirà via.
Posso farcela. Non guardatemi tutti come se stessi per cadere e frantumarmi a terra come un gingillo di vetro da quattro soldi.




“…E credo che fu in quel preciso momento
che venne da molto lontano un ricordo
qualcosa di simile a un pianto di madri
e due angeli vestiti di bianco
scesero con aria stupita e il vuoto nel cuore
e aprimmo al pianto le finestre del dolore.”


[F. De Gregori]
















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