Le magnolie del giar…

Le magnolie del giardino che attraverso avviandomi al centro cittadino stanno per sbocciare.
Sono uno splendore quando ostentano i loro petali carnosi e lattei, screziati di rosa.
Mi riscopro ad osservarle ogni giorno, ad ogni passaggio, con occhi indagatori.
Nell’attesa.
Sotto una di quelle nodose magnolie, tra l’erba tenera di inizio primavera, trovai, più di vent’anni fa, un piccolo passerotto caduto da chissà dove.
Pigolava come un forsennato. Tra i rami che si allungavano verso il cielo non scorsi nessun nido in cui riporlo.
Fu il panico. Non potevo portarlo a casa.
Decisi di raccattare qualche foglia e qualche legnetto e abbozzare un giaciglio di fortuna nell’attesa del giorno dopo.
A circa un metro di altezza il nido precario con l’uccellino erano una figura tra il ridicolo ed il commovente.
Ero certa che il giorno dopo mamma passerotto l’avrebbe trovato, nutrito, insomma… Salvato.
E lo credevo con quell’entusiasmo che solo i bambini possono provare. Tutto è possibile, plausibile, risolvibile per una bambina.
Il giorno seguente trovai il piccolo passerotto nuovamente a terra, tra l’erba, col collo spezzato.
Credo che fu una delle ultime volte in cui andai in quel giardino a giocare e a sognare.
Ora non è altro che un passaggio.
Ma l’odore dei fiori di quelle magnolie mi riporta sempre indietro nel tempo….















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