(questo post non ha titolo)

Non serve spiegare come mi sento.
Non serve nemmeno sentirmi come mi sento.
Fa paura sentirlo.
E’ un anacoluto emotivo.
Esige tenerezza e premura.
Fa tremare l’anima e le ossa.
Offende l’indipendenza.
Glissa il buonsenso.
Si prende gioco del mio nascondermi.
Ascolta l’eco della mia urgenza e mi sussura, leggero, l’unica parola in grado di scuotermi.

Appartenenza.













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