(questo post non ha titolo)

E poi mi dico “Chissenefrega”.
Chissenefrega se tutto finisce. Se l’impegno non paga. Se non è mai abbastanza.
Chissenefrega se non ho la forza di fingermi forte. Se permetto ancora alla mia insicurezza di mettermi in scacco.
Chissenefrega se la prossima conoscenza mi lascerà indifferente anzichè scuotermi. Se mi aggrapperò come un geko alla vita. Oppure no.
Chissenefrega se sputerò veleno, amore, rabbia. Se mi lascerò avviluppare dall’incoscienza. Se vorrò essere abbracciata.
Chissenefrega se la tenerezza mi lascerà indifesa. Se avrò sete di bugìe, sì, bugìe. Ma credibili.
Chissenefrega se invece poi mi verrà sbattuta in faccia la verità e mi darà i conati guardarla. Se scapperò. Se bestemmierò il cielo.
Chissenefrega se non imparerò lo spagnolo. Se l’esperienza non mi renderà più saggia. Se il calendario diventerà una lunga lista di giorni bianchi.
Chissenefrega se non riuscirò ad essere semplicemente superficiale e a concedermi di sbagliare.
Non voglio più preoccuparmi.


Fa male alla pelle.










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