(questo post non ha titolo)

Quasi tutte le persone con cui ho avuto ultimamente a che fare non vogliono comunicare. Vogliono dire. Raccontarsi. Sfogarsi. Essere salvati. Ma a modo loro. Vogliono poter dire quello che pensano ma inibiscono agli altri di fare altrettanto. Offesi dal mio manifestare l’opinione che ho di loro come se fosse un insulto il fatto che sia diversa da quella che li gratificherebbe.
Bla bla bla e poi non una sola volta in cui ti chiedano “Tu come stai??”
Persone che sono quel che sono più quello che si credono di essere, che chiamano gli altri “gregge”, che si sentono disperati ma vivi.
Loro sì, tu no. Tu non hai capito un accidenti!
Che se ti azzardi a fargli ipotizzare un punto di vista che non sia il loro si inalberano e gridano all’oltraggio.
Ti imputano un giudizio che sono loro i primi a dare e mettono il broncio se non accondiscesi.
Io non sopporto i vittimisti.
Anche quando vuoi realmente tentare di capire e di aiutare ti fanno passare la voglia.

Proprio grazie a queste persone io mi emoziono quando comunico con te.
E non aggiungo altro.













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