(questo post non ha titolo)

Ieri sera sono uscita. Sono uscita con una persona che leggerà quello che sto per scrivere e sa già anche quello che scriverò -perchè [Cris] ha la maledetta manìa di palesare quel che pensa-
Tre ore di discussione. Due su quanto sono stronze le donne. Una su quanto sono intrattabile io.
Il dogma è: i cani non parlano, le donne non sono in grado di essere leali. La scienza parla chiaro, no?
Seguito dal postulato: voi donne siete come i fagiani della prateria (sgrunt): quando qualche vostra “simile” si avvicina ad un maschio subito tutte accorrete numerose per accaparrarvelo e colui che apparentemente era privo di requisiti appetibili diventa in un batter di ciglia l’oggetto del desiderio solo perchè desiderato da altre.
Ho provato a spiegare che tra esseri umani e fagiani della prateria il parallelismo non può essere totalmente calzante… Non è parso convinto.
Io intanto giocavo con una ciocca dei miei capelli e ne facevo trecce, coccolandomi.
La discussione è passata poi attraverso i pesci spada sempre a proposito di lealtà. Discorso che glisso per motivi di pigrizia, non certo perchè privo di interesse, per carità! E, sempre in tema di “mondo marino”, si è arrivati a me. Il riccio di mare.
Mille aculei spinosissimi che possono essere fracassati con una pietra o tenuti nella mano senza fatica se si sa come accoglierli nel proprio palmo.
La metafora apparentemente non stonerebbe nemmeno troppo ma… Vogliamo focalizzare l’attenzione sul perchè un pescatore tenga delicatamente in mano un riccio??
Ecco. Non vado oltre.











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