(questo post non ha titolo)

L’altra sera ho accennato a te in un discorso in cui mi si chiedeva la ragione della mia sofferenza.
Come non parlare di te? Io ti volevo. Io ti volevo davvero.
Ed ogni volta che ripenso a quel 14 giugno mi cedono le gambe.
Io ti volevo, lo giuro. Ed ho rinunciato a te per un rapporto sterile e bastardo.
Non ho scuse.
Non posso tornare indietro. Lo farei. Io ti amavo già.
Ed ogni volta che ripenso a quel 14 giugno una lama mi passa sulla schiena.
Io ti volevo. Io ti volevo davvero.
Scriverlo così, adesso, mi fa quasi schifo.
Ricaccio indietro, come un conato, il ricordo ogni volta che si affaccia.
La realtà è solo una.

Non ho scuse.




















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