(questo post non ha titolo)

Mi sveglio alle 10.00, mi alzo non troppo convinta e mi guardo allo specchio: decisamente non ho più l’età per fare le 05.00 della mattina. O, meglio, per fare le 05.00 della mattina e farmi bastare 5 ore di sonno.
Ieri sera sono stata bene. La temperatura ed il vento teso hanno tenuto lontano lo sciame di persone che solitamente rende invivibile il golfo di S. Margherita durante i week end estivi. Accoccolata nel mio maglione oversize ho bevuto il mio porto rosso ignorando le chiacchiere facete della combriccola di cui facevo immotivatamente parte e prestando orecchio al rumore della risacca nervosa del mare.
Concentrata sul nulla percepivo ad intermittenza qualche pensiero pericoloso, come un’eco di sirene, provenire da lontano.
Tra qualche settimana si gira la boa dei 30. Un invito troppo goloso per non fare bilanci.
No, non li scrivo qui. Sarebbe un penoso stillicidio di recriminazioni, di disfatte, di astinenze più o meno coatte.
Ho sentito, però, montarmi dentro un bruciante desiderio di passione, di quella vera.
Quella che abdica al controllo, alla prudenza, al raziocinio.
Che ti risucchia nella sua spirale e ti fa perdere l’equilibrio e la voglia di ritrovarlo.

Non sono sicura che sia il meglio che possa capitarmi ma di certo è ciò che desidero di più.











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