(questo post non ha titolo)

La mia strada è solo un sentiero di passi.
Un incedere timoroso e titubante su pezzi di vetro sparsi.
La mia strada non ha nome, non ci sono lucciole a guidarmi in nessuna direzione…
Solo cuore ed istinto, l’uno spesso ferito l’altro fallace, a tratti.
Mi ripeto che la vita è il viaggio non il punto di arrivo.
Mi convinco che durante il mio incedere devo imparare a guardare l’orizzonte, la luna ed il mare, distogliendo l’attenzione dai miei passi.
Ho i capelli umidi e la pelle chiara come se il tempo avesse già bussato alle porte dell’inverno…
Intreccio fiori per ingannare la mente ed ubriacare la paura. Lecco lo zucchero sulla punta delle mie dita.
Basta pensare.
Basta parlare con chi non sa ascoltare.
Una delusione in più, la consapevolezza di non poter essere toccata, di nuovo, ancora.
Ostinata ad inseguire un palloncino ribelle impigliato su un ramo troppo alto.
Domani nascerà ancora il coraggio.
Gira il mondo sul tempo di un respiro.
D’amore e di gioia, di fame e di noia.
















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