(questo post non ha titolo)

E’ andata che, svegliandomi, ho sentito di non avere più sonno, nemmeno un filo, ma nessuna intenzione di alzarmi.
Non subito. Le persiane trasudavano luce a liste sottili e mobili di pulviscolo. Fuori, mattina sconfinata e acerba di fine luglio.
Ho pensato che tu esisti. Da qualche parte, lontano dai miei occhi, in altri territori…
Maree diverse a smuovere i tuoi fondali, brezze tese a scompigliarti i pensieri. Chissà quale nutrimento a sostentarti l’anima.
Sentirti con persistenza e, pure, non avere chiaro il senso di te.
Un fiotto di luce colpiva il letto proprio al centro. Ho intinto me stessa nell’ipotesi del tuo calore fino a trovare, con le dita e i pensieri, il ritmo giusto, quello che poteva portarmi dove. Al centro di me, nucleo, carne viva. Nodo in mezzo a una fune, culmine di sangue… battito… respiro.
Viva. Sì. Ancora viva.











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