(questo post non ha titolo)

Ascoltare a tutto volume “I know something about love” cantata da Vonda Shepard e ballare scalza in mezzo alla stanza era inevitabile, oggi.
E’ l’unica terapia all’ira funesta che mi è strisciata sottopelle.
Ho capito tutto. E quello che non so lo sospetto. Il che è anche peggio.
Perchè non chiederò conferme. Non tenderò alla comprensione. Diverrò sorda e muta.
Sono nauseata dalle persone per cui una passata sofferenza diventa l’alibi per procurarne agli altri.



Errore di sistema.
L’operazione non è valida e il programma verrà terminato
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