(questo post non ha titolo)

Nessuno mi ha salvato da un sabato sera atroce, me tapina!
Ho avuto la disgraziata idea di accodarmi ad una cena per donne single (!!!).
Errore fatale.
Al tavolo con una dozzina di femmine in crisi d’astinenza.
Allupate. Agguerrite. Cerebralmente asteniche.
Seduta al limite del tavolo, spalle al muro, l’unica cosa che sono stata in grado di fare è stato scegliere la bottiglia di vino.
Dopodichè ho spento tutto tranne le papille gustative.
Ho un vago ricordo di lampi di “conversazione” tra le convenute commensali che non riporto per decenza.
Sono stata intossicata dal fumo di sigaretta della vicina di tavolo per tutto il tempo.
Atteggiamento che ha mantenuto con la più totale noncuranza e il più volgare menefreghismo nonostante i miei reiterati colpi di tosse.
Sono sgattaiolata in toilette per 20 minuti quando han fatto capolino dalle borse i cellulari.
Dovevano scambiarsi le suonerie polifoniche e le foto di alcuni papabili “manzi”.
Ho sfoderato uno scatto da centometrista alla parola conto e sono uscita in strada a dar sollievo ai polmoni.
Quando mi è stato chiesto se volevo aggregarmi per il promettente dopocena l’incontinenza verbale ha preso il sopravvento e mi è uscito un “vista la compagnia mi defilo”. Ho girato i tacchi davanti alle loro bocche spalancate e mi sono diretta alla macchina.
Single sì. Lo ammetto. Ma alla frutta no.
Rien va plus.
















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