(questo post non ha titolo)

[Un anno fa. O giù di lì.]


Il vento mi sferza duramente.
Pallida e stanca, respirando a singhiozzo, scossa dai fremiti, lo sento. Salato, potente.
Il mare arriva corposo e increspato sugli scogli, attorcendosi su se stesso.
Più in là, sulla sabbia silenziosa, si allunga come corpo vivo…
Accoccolata nel mio maglione di lana scura, bevo il mare con ampi sguardi al punto di ubriacarmene, quasi.
Una visione acuta. Una lunga linea verde che unisce i miei occhi alla superficie dell’acqua. E ancora più in là.
Ché c’è sempre un oltre che ruba il tuo sguardo assorto e che tenti disperatamente di raggiungere.
L’acqua gorgoglia tra gli scogli scivolando via come un animale trasparente. Tendere le mani e raccoglierlo. Berlo come la sabbia della spiaggia.
La pelle punta dalla salsedine ed un pensiero che piano piano allaga la mente: ricominciare.
Una stanchezza immensa, pesante, senza rabbia al solo pronunciare la parola.
Ricominciare.












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