(questo post non ha titolo)

Dov’è il vento che spazza, che brulica, che percuote, che incute.
Dov’è la forza che impone se stessa e sposta gentile la mia volontà.
Perché scopro la stessa solida solitudine da ricoprire.
Qualche volta ho dato seguito, ma poi fino a che punto sono giunta: ritrarmi.
Se sentissi il peso di vivere, invece di mantenermici attaccata,
Se sciogliessi tutti i nodi per poi intrecciare l’ultimo.
Se bastasse un intermezzo a placare il mormorio che, guarda caso,
è dato dalla mia stessa voce, che, guarda caso, fa eco
fingendo di cercare altrui fonte.
Trattenere il fiato di ogni pensiero per poi dargli vera evoluzione
Tentare, tentare almeno un inizio.
Mi sono detta tante volte che involvo: falso.
Sommo mancanze per farne una sola: una vera.
Una che mi dia fine, che non mi consumi, che non debba aspettare d’incenerirmi.


Il vero è che anche essa mediterebbe un principio.


















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