(questo post non ha titolo)

Sono lì. Lì lì per sfondare gli argini.
Chi mi sta intorno lo percepisce e mi evita accuratamente.
Aspetto solo un pretesto per abbattermi sul mondo.
Un fascio di nervi trattenuto con lo sputo. E questo perchè ho la malsana abitudine di voler gestire t.u.t.t.o.
Mantenere il controllo su parole, gesti, inadeguatezze, esigenze, emozioni e rabbia. Non un pertugio.
Persevero nel compiere l’errore peggiore: eludere il contenuto.
Severa, accigliata, intransigente. Fustigo le mie debolezze perchè le riconosco ma non le accolgo.
Sono lì. Lì lì per perdere il senso della misura e della compostezza.
Perchè la stanchezza mi sta coprendo come un manto di neve.
E quando le pareti che mi contengono collasseranno per l’affievolirsi delle forze che le trattengono erutterò pericolosamente.
A quel punto non potrò far altro che accettare la mia fallibilità e riderne, possibilmente.
Riderne di cuore.



[On air: Mozart – Sinfonia n. 40]
















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