(questo post non ha titolo)

Esco per un aperitivo infrasettimanale. Io e Ky, amica da 15 anni.
Lei ha avuto la fortuna di vedermi attraversare l’adolescenza, l’università, la maturità (?) sentimentale, i casini, le crisi, i colpi di testa. Tutto.
Ky mi chiamava per movimentare la sua vita ed io la chiamavo per placare il vento catabatico che turbinava nella mia.
Una mezza società di mutuo soccorso della quale sorridiamo sempre. Così diverse, così legate.
Ieri mi guarda con il bicchiere di rosso fermo in mano e mi dice “vado a convivere.”
– Con chi???
– Con Bromuro (così chiamo il suo fidanzato decennale).
– Con Bromuro?? Ma tu sei fuori di testa! Tu non ami quell’alga monocellulare.
– Sì ma gli voglio bene.
– Echissenefrega? Non lo ami da anni. L’hai tradito una mezza dozzina di volte. Che ci convivi a fare?
La fisso sbalordita e quasi mi cade il bicchiere di mano quando dice:
– E’ quanto di più simile all’ idea di serenità e stabilità che riesca a concepire nella mia vita.
Poso il bicchiere sul tavolino. Mi gira la testa, ho un reflusso. Sta parlando sul serio.
– E la passione? E l’entusiasmo? E tutto quello che si spera di trovare nel compagno della propria vita?
– Lui è gestibile e non mi darà mai problemi.
– Ky, stai parlando come una 50enne al capolinea, cazzo.
– Ma io mi sento stanca e al capolinea come se avessi 50 anni.
– …
– …
– Altri due bicchieri di barbera. Barricato stavolta, grazie.





















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