(questo post non ha titolo)

Ogni tua parola è come un seme.
Scava profondamente la sua radice.
Io mi sveglio per un misterioso dolore
e non trovo rimedio.
Allora mi consuma come un’amara sete
ogni movimento che hai fatto.
Ogni accento e ogni sguardo
si avvicina, chiaro e grande.
Il giorno è grigio di ciò che in me e intorno a me
intorbida la mia figura.
Ma chiaro come specchio è il mondo della notte
dove tu sei tutto, tutto.

[Karin Boye – 1927]


Volere tutto è un peccato. L’innocenza è una colpa.
Restare un sacrilegio. Tentare una condanna.
E allora? Via??

















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