(questo post non ha titolo)

E mi ritrovo qui ad abbandonare messaggi nell’opaco stagno della monotonia, cullando pensieri tra onde lunghe di nausea e sfinimento.
Ma è come scrivere sull’acqua.
Ottenengo solo un increspato specchio, nessuna chiarezza, nessuna complicità, solo estenuante mestizia.
Eppure non mollo la presa. Abbarbicata con le unghie e con i denti all’illogica fiducia che un dettaglio, uno solo, collimi con la mia idea di serenità.
Prima o poi.

Nel frattempo vado dalla parrucchiera.







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