(questo post non ha titolo)

Mi sveglio con appiccicate addosso le sensazioni e le visioni oniriche vissute nella breve porzione di notte in cui ho dormito.
Il respiro è affannoso, le mani fredde. Mentre mi sciacquo la faccia tento di afferrare qualche immagine sfocata del sogno che sta sedimentando dentro me. Fino a perdersi.
Provo un senso di impotenza quando non riesco a trattenere il sogno per cimentarmi nel decifrarlo, toccandolo con la razionalità.
Tutto quel che resta, stamattina, è un insieme di chiazze buie e chiare che si coagulano in una figura che si alza da una panchina abbandonata in un giardino.
Ricordo la tranquillità, nessun timore. Ma la figura resta indefinita, sconosciuta.
In un momento perdo ogni cosa. Mi asciugo la faccia.






8 commenti

  1. Anonimo

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