(questo post non ha titolo)

L’appartamento è quasi vuoto.
Le pareti bianche, nude, sole.
Osservo l’assenza di me da questo luogo non più mio.
Ascolto la sfibrante eco dei giorni che ho vissuto, qui.
Dalla finestra sciabolate di luce diagonale imprimono il senso mobile dell’essere apolide.
Umana passeggera di un viaggio privo di ritorno.
E di rimborso del biglietto.
Una vertigine.








10 commenti

  1. Anonimo

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