(questo post non ha titolo)

Io il Natale lo detesto. Cordialmente.
Più delle feste di compleanno e degli anniversari.
Delle Pasque fuori porta e degli addi al nubilato.
Delle cene dei coscritti e delle rimpatriate dei compagni di liceo.
Non digerisco nessuna ricorrenza predefinita. Le imposizioni sociali implicite.
Riunirsi. Sorridere. Bere e mangiare. Far finta di ascoltare. Brindare, augurare, regalare, ammiccare. Zigzagare tra una fetta di panettone artigianale ed una coppetta di zabajone caldo. Glissare inviti, meditare sul come e poi sgattaiolare via anzitempo. No, in chiesa no. Solo quando sono vuote e mute.
Siamo ufficialmente entrati nella decade più ansiogena dell’anno.
E’ un tour de force nel quale mi rifiuto categoricamente di cimentarmi.
Quest’anno mi basta l’albero.










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