(questo post non ha titolo)

A C. [una delle quattro amiche C] l’analisi è servita. Dice.
Le ha dato l’opportunità di pensare a sé più di quanto avesse mai fatto.
Adesso conosce qualcosa di se stessa. E mi telefona, ogni volta, certa di regalarmi nuove angolazioni sotto le quali crede che io non l’abbia mai guardata.
Suppongo sia convinta di avere cognizione della propria natura dopo due mesi di soliloqui davanti all’analista.
E che questa padronanza rappresenti un passepartout per la serenità -Ma come hai fatto, tu, in cinque anni a non trarne giovamento??-
Sono brava e glielo faccio credere.
E’ quasi Natale.







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