(questo post non ha titolo)

“Vorrei scrivere una lettera semplice ed essenziale, sintetica e inconfutabile come una formula matematica o un’aria di Mozart. Un assioma che parli di me e di te e delle cose che la nostalgia rende fragili, vibranti e dolorose”


[Che tu sia per me il coltello – D. Grossman]


Aperto a caso, stamattina. Ripreso in mano dopo mesi. Scotta.
Meglio riporlo nella libreria. Accanto al vaso di vetro ricolmo di sassolini levigati dalla sabbia e dall’acqua di mare.


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