(questo post non ha titolo)

Consapevole, senza guardarle, delle mie mani vuote.
Sento condensare sotto lo sterno l’idea di privazione.
Rifiorisce dentro. Non nella testa come un ricordo qualsiasi ma al centro del corpo.
Vaga, limpida e solenne come il rintocco improvviso di una campana che riempie la vacuità bianca dell’intervallo.
Tra un battito del cuore ed il successivo. Ora.
Smettere di ascoltare. Mescolarsi alla vita.
Ma come.







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