(questo post non ha titolo)

Oggi mi concedo un gesto impulsivo.
Ho lettori intelligenti e comprensivi che avranno la delicatezza di non commentarmi per una volta.
Parlo con te. Direttamente qui ché tanto mi leggi sempre, no?
Sbirci il mio mondo e le mie emozioni quando preferisci, intrecci congetture, formuli giudizi e poi mi scrivi in separata sede.
Io non posso leggere nulla di tuo, credo sia una situazione iniqua ma la scelta di scrivere qui l’ho fatta io. Ho poco da lamentarmi.
Una cortesia, invece, voglio chiedertela.
Abbi l’umiltà di fare un passo indietro e valutare bene i comportamenti. La gentilezza di non colpevolizzarmi per ogni parola che scrivo. La capacità di vedere il marcio dove c’è, realmente. Non servirti della mia sofferenza per crearti un alibi e sparire. Non filtrare più la mia verità attraverso le righe di questo blog. Io sono questo e molto altro ancora. Non mi sono mai nascosta.
Qui sono a casa mia e non ho intenzione di iniziare a censurarmi adesso.
Da ciò che scrivo credo di comunicare chiaramente di stare attraversando un momento difficile della mia vita.
Posso sopportare che nessuno mi dia protezione e aiuto.
Non riesco però a reggere i fendenti della rigidità e dell’ostilità veicolate da gesti arbitrari.
E nemmeno lo voglio. Perchè so di non meritarli.













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