Archivio per 2004 | Pagina di archivio annuale

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Il cuore ha bisogno di malintesi.Come quel giorno che non parlai ed ero certa di aver detto tutto.Pungevano le parole in gola ma tacqui.Volevo capire quanto fosse attento a quel che dicevo. E quanto a quel che dimostravo.Io compresi tutto e lui non capì nulla.

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[Che barba che noia / Che noia che barba] In un mondo migliore smetterei di imbattermi in persone neurotoniche come 30 gocce di Valium.

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[ La fame e la sete ]

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[ Nuovo sottofondo musicale ] …Perchè la vera poesia appartiene alla tenerezza dei gesti molto più che alla sopportabile mediocrità delle parole e del loro utilizzo.

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[Copio ed incollo qui parole che vorrò rileggere spesso, lo so. Senza l’amarezza con cui le ho lette la prima volta. Si spera.] Daniel Pennac – La prosivendola, pagg. 129-130 “Quanto ai molto belli, tutti li guardano, ma loro non osano guardare nessuno, per paura che gli si salti addosso. E i molto belli muoiono […]

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Decidere all’ultimo momento. Mare? Sì, dai, mare.Prendere la macchina e andare. Scivolare sul nastro di asfalto che si perde tra le gallerie del Turchino e, in fondo, si apre sulle scogliere.Ascoltare musica e parlare, parlare, parlare. Curiosa e timorosa, come sempre. Perchè tu, alla fine della fiera, hai sempre paura di aver preso male le […]

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Ok, l’ira funesta si è apparentemente stemperata.La sento ringhiare sommessamente da dentro l’armadio ma il lucchetto è a prova di manomissione.La scelta di un atteggiamento sconsiderato e impulsivo mi ha aiutato ad esorcizzare la brava bambina che mi porto dentro.Bon. Stasera si esce e non ci si preclude niente. Ma proprio niente.

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FUORISERVIZIO [Le trasmissioni riprenderanno non appena riuscirò a domare l’impulso di mandare a farsi fottere chiunque]

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[Del non detto] Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,dicendo che è un mio emissario,non credergli, anche se sono io; ché il mio orgoglio vanitoso non ammette neanche che si bussi alla porta irreale del cielo. Ma se, ovviamente, senza che tu senta bussare, vai ad aprire la porta e trovi qualcuno come in […]

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Le persone dimenticano. Sanno giocare, questo sì. Per eludere il riflesso di ciò che credono sia la loro storia individuale.Nessuno è più ammesso nel mio intimo, nessuno vi si fonde più. I rapporti con la gente si differenziano sempre più dai rapporti che mantengo con me stessa.Di tanto in tanto mi lanciano uno sguardo inquieto, […]

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Ora come ora nessuno è abbastanza capiente da contenere quel che sono.Francamente nemmeno io mi accoglierei. Credo che opterò per una conclamata condizione di esule.

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Dov’è il vento che spazza, che brulica, che percuote, che incute. Dov’è la forza che impone se stessa e sposta gentile la mia volontà. Perché scopro la stessa solida solitudine da ricoprire. Qualche volta ho dato seguito, ma poi fino a che punto sono giunta: ritrarmi. Se sentissi il peso di vivere, invece di mantenermici […]

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A volte basta un sì per cambiare il colore della giornata.Per accarezzarti e annegarti nell’impagabile sensazione che ciò che importa sei tu e non il contorno.Un sì che vale mille parole. Anche quando manca.

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Ogni ansia è ricerca di piacere. Ogni rimorso, pietà, bontà, è il suo timore. Ogni disperazione e ogni ricerca d’altri cammini sono l’insoddisfazione. Prendilo come un complimento, se vuoi. Sì. Chi rifiuta il piacere, chi si fa monaco, in qualunque senso, è perchè ha una capacità enorme per il piacere, una capacità pericolosa da cui […]

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Penso troppo.E non è una novità.Tendo a preoccuparmi troppo.E non è una novità.Gioco in punta di fioretto col pessimismo.Anche questa non è una novità.Vedermi comportare come se così non fosse.E divertirmi, quasi.Questo sì che è insolito.

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…E poi basta una telefonata inaspettata, una voce dal passato.L’orecchio ferito da un tono siderale, parole grosse che volano, veloci, nell’aria.Recriminazioni, accuse, insulti. Un colpo di frusta al trapezista in equilibrio sul filo della sopravvivenza.L’incapacità di credere, di scusare quelle parole.Stacchi il telefono e ti accasci sul letto, piangendo.Non riesci a controllare tutto.

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Notte intagliata di sogni sfilacciati.Una giornata densa di tappe definite.Mi sento nella sala d’aspetto di questo autunno.Seduta su una sedia di plastica fissata al muro.

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Vertigini scoscesedove la mente si aggrappa spingonoall’abisso del volere.Tremo al pensiero ma resto.Incontro la sua idea dentro me.La fisso ma non afferro gli incerti contorni.Esacerbata ammutolisco. Metonimia nascosta dei miei gesti – eucaristico dono. Lacera la lama dell’ambiguo esporsi.