(questo post non ha titolo)

Primo post dell’anno.
Tentando di orizzontarmi nella selva dei miei pensieri. Perchè smettere di pensare nemmeno se ne parla.
Ho trascorso un Capodanno sereno, fortunatamente.
La compagnia di persone immediate, gentili ed ospitali mi ha aiutato ad arginare i danni del confronto tra me e le mie congetture.
Un match in cui solitamente ho io la peggio, restando contusa al tappeto.
Questa volta no. Il vantaggio di veder colare lenti i pensieri come miele da un cucchiaio ti consente di valutare più strategie di reazione.
Nessuna fuga, basta. E basta pessimismo prudenziale.
Un’immacolata nuova visione oggettiva delle cose. Immune dalle onde anomale dell’emotività.
Pensieri sterilizzati, insomma. Una bella ambizione. Massì, spariamo alti i propositi per il nuovo anno ché tanto si fa sempre in tempo a correggere il tiro.
La gestione dei miei vuoti è tutt’altra questione.
Quelli devo evitare di guardarli dritto negli occhi se voglio convincermi di poterli colmare fortunosamente, prima o poi.
Volevo scrivere anche di loro, oggi. Ma non si meritano la prima edizione dell’anno.
Faccio spallucce e abbozzo un sorriso. E va bene così.














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