(questo post non ha titolo)

La libertà di poter dire sempre la verità può essere una condanna.
Me ne rendo conto quando, posta di fronte a fulgide rivelazioni, resto lì, insabbiata.
Senza nessuna verità scomoda da rivelare come asso nella manica.
Non ho contrappesi da porre sul piatto della bilancia.
Nessuna realtà fittizia da sfoderare su due piedi.
Anche nella declinazione della verità resto indietro di un paio di incollature.
Senza astio. Un po’ di invidia, forse, per questa totale inadeguatezza alla rappresentazione della mia vita.
Finirò col credermi noiosa.

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