(questo post non ha titolo)

Mi distendo bocconi con le mani a coprirmi le orecchie.
Lo faccio fin da bambina quando, presa dal pànico, cerco una fessura per l’aria.
Ascoltare i battiti del cuore, immobile, mi aiuta ad allentare la morsa dell’ansia.
Concentrandomi sulle pulsazioni via via meno frequenti.
Le palpebre serrate. Buio. Sempre più buio fino a quando iniziano a sorgere cerchi e macchie rosse.
Pulsanti e tremolanti aumentano e diminuiscono ad ogni impercettibile movimento del globo oculare.
Io sono lì dentro. Descrivente un’orbita intorno al niente.
La testa satura di argilla espansa.

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