(questo post non ha titolo)

Ai miei sogni concedo l’amnistia.
Deglutisco uno ad uno i miei dispiaceri.
Appendo i quadri delle mie paure più crude alle pareti.
Mi specchio in ipocrite maschere e rido.
Scandisco, sillabandoli, i giorni orfani d’affetto.
Mi trasformo in trasparente forma dilatando l’eco del mio incedere.
E patteggio con la vita. Per oggi. 

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