(questo post non ha titolo)

Non sono mai stata una fautrice dell’hic et nunc.
Io aspetto. Più che aspettare lascio trascorrere il tempo. Meglio.
Ed in questi giorni ho assaporato due inaspettate vittorie intellettuali.
Delle mie grottesche prese di posizione rido, beffarda.
Rido spesso. Molti di voi non lo sanno ma è così.
Chi si relaziona a me mi prende sul serio fino a quando non scoppio in una fragorosa risata.
Soffrire, affannarsi, fallire nei progetti di vita non significa accoccolarsi nell’abbraccio della commiserazione.
Mi hanno appioppato profili psicologici di ogni tipo, guardando ciò che scribacchio.
Lasciate stare. Leggetemi se vi pare.
Ma bypassate la supponenza. E’ sterile e, comunque, impotente.
Io galleggio mollemente sopra le parole.
Per prime, le mie. 

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