(questo post non ha titolo)

Scandaglio operosamente i miei fondali.
Uno stato senza grazia.
D’incerta armonia e incompletezza.
Le corde vocali sono spente.
Nel buio delle pupille un’aiuola di parole appassite.
Aspettative annaffiate di illusioni mi esacerbano.
Voglio un graffio che mi accarezzi.
A rallentatore.
Una poesia talmente affilata da sfilettare i miei sensi.   

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