(questo post non ha titolo)

Imbastisco parole per arginare l’espandersi del mio sentire impetuoso.
La raffinata gabbia dell’atarassia sente cigolare le proprie sbarre.
Farfalle bianche trascolorano in lavanda.
Mille grammi di sabbia sottile da contare.
Tempo da ingannare. Distanze da sublimare.
Lo spazio è uno sciame febbrile dentro gli occhi.
Una presenza presagita è un messaggio scarabocchiato al buio.
Morbida forma disciolta nel prisma del desiderio.
Beffardo. 

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