(questo post non ha titolo)

Ho acquistato due Moleskine.
Una da borsetta, l’altra da tenere nel cassetto della scrivania.
Ci sono parole che riesco a scarabocchiare solo su quei fogli -rigorosamente bianchi- e solo a matita.
Telegrafate di corsa mentre sono nella sala d’aspetto del medico.
In coda nel traffico delle diciassette, afflosciata su una panchina del parco di fronte a casa.
Frasi con qualche schizzo a farne da corollario. Ed asterischi per le postille successive.
Parole che rotolano nella mia testa e scendono giù a precipizio fin dove iniziano a farmi male.
Lo sforzo di scaraventarle fuori in un energico conato liberatorio è inutile.
Non vogliono essere scarcerate da quella gabbia serrata che sono.
Ed io mi sfinisco a pronunciare ridicoli abracadabra.

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