(questo post non ha titolo)

E’ curioso che non sappia dire, alla fine, chi sono. Cioè, lo so bene, ma non riesco ad esplicitarlo.
Sento chi sono e l’impressione alloggia nella parte alta del cervello, nelle labbra, sulla punta dei polpastrelli, sulla superficie delle braccia, inciso nel fondo delle pupille. 
Ma scorre dentro. Senza oltrepassare gli -apparentemente- vulnerabili confini epidermici.
Il gusto è aspro e si muove come gelatina, piano piano.
A volte si fa acuto, mi urta, mi ferisce. Basta tacere per scoprire, sotto tutte le realtà, l’unica irriducibile.
La propria. Incondivisibile.

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