Archivio per maggio 2005 | Pagina di archivio mensile

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Puntualmente tediata da questa scena e dai suoi preamboli. Nella solitudine bianca e illimitata in cui ricado resta l’immaginazione. Annego -a volte- nella visione di sogno a cui vorrei corrispondere. “Per me tu sei come una terra vergine, un incantesimo reale, adoro il tuo non darti da fare, il tuo non saperti intrufolare, ho l’incubo di poterti […]

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A volte mi trovo presa in contropiede dalla velocità con cui la vita degli altri sterza vigorosamente verso un inaspettato altrove. Ky è mia amica da quasi diciassette anni. Liceo, università, problemi, vacanze, rabbia, piagnistei, scarpe e mutande. Abbiamo condiviso tutto. Tranne un uomo. Io quella inquieta. Io quella insoddisfatta, tormentata. Sempre sul piede di […]

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Ho poco da dire, alla fine. Mi sento indolente, intollerante e prevaricatrice. Non mi va di essere accondiscendente. Me ne sbatto della mediazione. Sono arrabbiata. Ringhio ad ogni stonatura. Incenerisco il terreno che calpesto e scocco frecce ad ogni sguardo torvo che butto sul mondo. Le persone cui dò credito si contano sulle dita di una mano. […]

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[ Per quando sarà. Se sarà. ] Chiamami. Ripeti il mio nome come se non l’avessi mai ascoltato né pronunciato. Come se ignorassi il profilo che traccia in controluce il mio viso. Guardami come se m’avessi trovato dentro un guscio di noce. Senza pelle. Cercami dove l’anima si scompone ad un piacere sottile. Tu sei […]

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Sushi è arrivato sabato. Ed io pendo letteralmente dai suoi baffi. Ventotto giorni di vita. Duecentodieci grammi di pelo grigio. E due occhi blu cobalto che nemmeno Paul Newman. Ah… L’amore!  

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Ho visto la verità avvinghiata da un enorme serpente a sonagli e inghiottita da un enorme serpente che nel ventre la gonfia e lentamente la fa svanire finire, lei divorata. Ho visto la parete e ho gridato nel mio bianco bianco letto alquale nessuno è venuto, ho giaciuto in un bianco bianco letto e gridato […]

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Torno [quasi] subito

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Nel risalire a testa china una salita che solo io vedo. Cammino in uno scomposto paesaggio di pendenze e contropendenze emotive. Stando in un punto d’osservazione privilegiato del tempo. Prendo coscienza, retrospettivamente, che nello spazio di un attimo la vita subisce un cambiamento totale. E in quello sguardo, quella sera, c’era tutta la promessa di […]

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Se potessi cancellare le tracce della memoria. Come una spugna passata su una lastra di ardesia spazza via la polvere di gesso. Se fossi tanto corpo da diventare puro spirito. Immateriale, attraversare le ore con la leggerezza di un istante. Se il mio sonno non fosse sottile come un velo ed io non mi preparassi […]

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E’ lunedì mattina. E’ lunedì mattina in un maggio inoltrato travestito da ottobre. E mi aspettano in sequenza: avvocato, notaio e questura. Entro in modalità posso-tranquillamente-arrivare-sana-e-salva-a-stasera e vado.

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Non dormire una notte. E non avere problemi a palesarlo e a spiegare. Motivare. Sviscerare il disagio. Buttare le budella sul tavolo e dire "tu mi hai fatto male qui". Un prolasso emotivo destabilizzante per chi si specchia nella contemporanea perfezione e si frustra. Sistematicamente. Inaugurare le proprie inquietudini ad ogni fragilità sfiorata. A poco a […]

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Spogliata del mio realismo, del mio pragmatismo, del mio cinismo. Non penso ad altro che al pericolo –salvifico– di abbandonarmi. Lo bramo e lo temo. Mollemente sospesa sopra un vellutato abisso sensoriale. Pronto a deflagrare. [ maledetta primavera! ]

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E’ strano come sia possibile passare il tempo senza muoversi. Dormicchio la notte. Mi sveglio. Bevo un thè amaro. Scrivo qualche parola. Socchiudo gli occhi. Penso. Penso quei pensieri che galoppano fino ai limiti del mondo. Uscire di testa e farci ritorno in una frazione di secondo. Se qualcuno mi chiedesse cosa aspetto dovrei fare […]

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Un poderoso assalto di tarlanti dubbi smembra l’autocontrollo. Resta uno smarrimento curiosamente propedeutico. Alla presa di coscienza che è inutile affermare l’autosufficienza. In fine. E’ un sentire compatto che spiega le sue ragioni con efficacia. E durezza. Servirà? Resta un arco di chiacchiere. Perchè la freccia sono io. Speravo in una primavera complice.

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Di nuovo in silenzio, a scrutarsi dentro. Intuizioni che partoriscono pensieri. Pensieri che germogliano in sillabe. Sillabe che si intrecciano, si fecondano, si smembrano. E via, ancora. Sono l’onda leggera che non possiede altro campo se non il mare. Mi dibatto, scivolo, mi infrango. Ma sempre in me. Sempre e solo in me.  

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E’ una giornata di fine giugno, questa. Ed io sono un gorgo di sconquassanti sensazioni. Che prima di metabolizzare vedrò dissipate. Esplodo in una tristezza ellittica. Ma la bellezza di questo giorno rimane.

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Incollata al finestrino. Attendo la rappresaglia che già vibra nell’aria. Davanti ai miei occhi si apre un inferno verbale. Tristezza clownesca. Scomposta. Ad impattare sul mio gesso, fittizio. Basterebbe un minimo di autocoscienza per esimersi. E invece no. Fammi scendere. Voglio scendere.

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La notte densa e ventosa tagliata a metà. Separata in due blocchi neri di sonno. A metà, io. Isolata nel senza tempo. In un intervallo vuoto di nictitazioni febbrili. Di scorci detratti dall’archivio della memoria. Esorcizzati. Il soffitto e le pareti della stanza uniti senza angoli. La coscienza mescolata ad un certo gusto di sonno […]

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Odore di erba appena tagliata. I delicati e caduchi fiori del ciliegio selvatico ormai a terra. Denti di leone e margherite spruzzano di giallo e bianco questo odoroso mare verde. L’aria carica di polline galleggia, densa. La primavera sta colonizzando i miei occhi. Canto sottovoce, con la bocca chiusa. Oggi mi basta. I pensieri freddi ed intelligenti […]

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Ti racconterò di me domani. Perchè oggi devo parlare un po’ a me stessa. Ascoltarmi -empatica- e comprendere. Che non riesco più ad arginare, addomesticare, attenuare. Sottomessa ad un bruciante desiderio di condivisione. Alla deriva di un sentire trasparente. Mi scopro inidonea a comunicarmi. Un’evidente reticenza emotiva mi trattiene. E non allenta le briglie. Non ancora. Ti racconterò […]