(questo post non ha titolo)

Non dormire una notte. E non avere problemi a palesarlo e a spiegare. Motivare.
Sviscerare il disagio. Buttare le budella sul tavolo e dire "tu mi hai fatto male qui".
Un prolasso emotivo destabilizzante per chi si specchia nella contemporanea perfezione e si frustra.
Sistematicamente.
Inaugurare le proprie inquietudini ad ogni fragilità sfiorata.
A poco a poco mi intristisco di una tristezza insufficiente e, perciò, doppiamente triste.

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