(questo post non ha titolo)

Ricreare me stessa. Reinventarmi. In maniera più equa e più sopportabile ai miei stessi occhi.
Senza gli eccessi e le mancanze.
Chè sono stufa di avvertire solo i limiti opposti di uno spettro di emozioni apparentemente vasto.
Oggi i secondi sono api che ronzano, così spiego il brusio che sento in testa.
In momenti come questo ho le difese di un girino.
Poi passa. Senza che nulla sostanzialmente cambi.
Il grappolo di fiori di tiglio sta seccando tra le pagine indigeste della Szymborska.

Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che
                                                                     mi sfugge a ogni istante.
[…]
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.

Davvero credi di capire ciò che sta accadendo?

 

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