(questo post non ha titolo)

Non è ancora luglio.
C’è un caldo che nemmeno nel deserto del Kalahari. In più, afoso.
Il gatto ha dato il colpo di grazia al mio vaso di viole dormendoci sopra -la terra umida invoglierebbe anche me, se avessi la stazza del mio gatto-
La cervicale urla epiteti non riportabili dopo essere stata sottoposta ad una notte di aria condizionata.
Vogliamo omettere che alle nove di mattina mi ritrovo la pressione di una medusa spiaggiata? no, no. Diciamolo.
Se non svengo prima forse riesco a

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