(questo post non ha titolo)

Non so più come far fronte a questo stato di necessità.
Negarlo oltre sarebbe grottesco.
Il mio tempo non conosce frazioni. Si dilata, si espande omogeneo. Piatto.
Dinanzi a me potrei morire di sete perfino io.
Avvicinarsi. Avvicinarsi. Quasi a toccare.
E sentire alle spalle l’onda che ti risucchia nel suo riflusso deciso e puntuale.
Maledizione.

Qualcuno che sia qui per niente, prima che per tutto.

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