(questo post non ha titolo)

Lei è bellissima.
Ha la pelle di latte e si muove come un elfo dei boschi.
E’ vestita di un peplo di chiffon corallo, impalpabile. E sorride.
Da mangiaresela con gli occhi ancor prima che inizi qualsiasi gorgheggio.
Sul palco è sola. Lei e il suo pianoforte a coda. E un organo. E le tastiere. Tutti solo per lei.
Il suo canto culla e poi scuote. Graffia e poi accarezza. Ti porta dove vuole, semplicemente.
Tori è eterea e carnale, insieme. Incomparabile.
La sua voce ricorda un vortice di petali di ciliegio che si impenna verso il cielo.
E poi ti ricade addosso, seducendoti.
Credevo non mi sarei commossa. E invece sulle note di Winter ho capitolato.
Mi ha arpionato, nota dopo nota, sotto lo sterno e mi ha strappato emozioni fortissime.
E ho pianto un pianto tiepido, necessario.
Sottovoce, piano, l’ho seguita fino alla fine. Della canzone, del concerto, del mondo.
Dopo due bis e un inchino a mani giunte è letteralmente corsa via.
Svanita nella sua nuvola corallo. Sorridente.
Solo in quel momento ho ripreso un contatto con il mondo.
A fatica.

[arriveranno anche le foto, presto]

15 commenti

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento