(questo post non ha titolo)

Sono cresciuta in una casa di sbagli. E probabilmente io ne compirò altrettanti. Reiterati ed evitabili.
Una coazione a ripetere che affonda le sue radici nella memoria più pesante. Quella dell’infanzia.
Dovrei appallottolare l’ambizione di riuscire a scovare tempi e modi vincenti e gettarla in un angolo di quella memoria.
Ed invece, di tanto in tanto, sono scossa dal sussulto dell’imprudenza.
E cedo. Cedo e azzardo qualche passo nel territorio semi-sconosciuto dell’imponderabile.
Come ieri. Tentando di inaugurare l’apertura di un cerchio.
Ed una mano possente mi strattona per la collottola. Mi rimette al mio posto e mi ammonisce.
Non fa per te.
Giusto. E’ vero. Giocare non fa per me.
Mi sto trasformando in un melodramma.
Agghiacciante.

 
                                                                                                                Leggerezza. Leggerezza. Solo un po’ di leggerezza.

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