(questo post non ha titolo)

Sciabatto per casa, irrequieta.
Penso e non parlo. Piego gli indumenti e li ripongo, con ordine.
L’armadio dell’anticamera inghiotte uno ad uno gli abiti estivi che non indosserò più, per quest’anno.
Sushi dormicchia, intontito dalla puntura di antibiotico e scosso da qualche fremito.
I minuti ronzano, fastidiosi, nelle orecchie.
L’ultima nota della Pathetique di Beethoven si stempera nell’aria viziata della stanza. Spalanco le finestre.
I piccoli stratagemmi per sopportare l’apnea sono, ormai, inutili.
L’alternativa.
Tendere le braccia al destino.
Lo spero magnanimo.

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