(questo post non ha titolo)

Sono stata traghettata -dalla mia solita buona dose di rogna- dall’accidia all’attacco di un virus gastroenterico sfibrante.
Che si è presentato sulla soglia del week end in cui avevo stabilito di andare a vedere la più vasta e importante mostra antologica, mai realizzata, dedicata ad Antonio Ligabue, a Reggio Emilia.
Mostra alla quale sarebbe succeduta una cena pantagruelica in uno dei miei ristoranti preferiti, a Parma.
E invece.
Invece di rimbalzare da una tela ad un’altra con occhi voraci mi sono trascinata dal letto al trono della stanza da bagno con frequenza a dir poco imbarazzante.
Invece di cenare con prosciutto crudo, gnocco fritto e ravioli di zucca ho deglutito 20 gocce di novalgina, una compressa di Buscopan e due di Imodium su consiglio della guardia medica -consultata dopo la prima notte di effettivo purgatorio-
Oggi sono passata alle patate lesse spezzettate nel riso bollito ed ho dimezzato la dose di Imodium.
E domani è lunedì.
Son soddisfazioni.

[ Lo so, non è il genere di post cui siete abituati. Ma, si sa, gli acciacchi sono l’argomento preferito di cui disquisire. Ad una certa età. ]

14 commenti

  1. yae

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