(questo post non ha titolo)

Il dolore fisico abrade le difese.
Lo spettro di non stare bene in modo serio ti scaraventa nell’occhio del ciclone.
Ipotizzare diagnosi impronunciabili. Congetturare terapie.
E scoprire le pareti della stanza serrarsi ogni giorno di più addosso a te.
Dimenticare l’odore dei fiori di tiglio che si seccano, sul selciato.
Aver voglia di camminare, camminare, camminare. E progettare visite a musei.
Fare shopping e abbandonarsi a risate fertili. Aiutare Billy a scegliere il nome per il bambino.
Dimenticare un dolore quotidiano che non ha più gli attributi di un malessere passeggero.
Ma forse no. Forse è solo una caduta verticale di lucidità.
E lunedì andrà tutto bene.
Andrà bene.

14 commenti

  1. yae

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