(questo post non ha titolo)

Davanti a casa mia hanno iniziato i lavori di "bonifica" per costruire un piccolo complesso residenziale.
Speravo di no. E invece sì.
La bonifica consiste, sostanzialmente, nello spazzare via tutto. Il prato di erba medica, i cespugli di rosa selvatica, un paio di bouganville rosso scarlatto che -non si sa come- sono cresciute spontanee ed hanno resistito nonostante il clima non propriamente favorevole di queste zone.
Ed il platano. Un robusto platano centenario cresciuto sul suolo comunale a pochi metri dalla strada. Alto sei piani. Con fronde rigogliose e sane. Un platano che non avrebbe dato noia a nessuno, data la posizione. Che poteva doveva essere salvato.
Ma. Non era nel progetto. E così, stamattina, all’alba, si sono mobilitati per abbatterlo.
Non con le seghe elettriche, no. Con le pale delle ruspe.
Strappandogli prima i rami. Slabbrando la corteccia. Usando strumenti da cantiere e non da giardinaggio.
Ha resistito due ore. Non mollava. Ondeggiava paurosamente ma non mollava.
Sono serviti un cavo di acciaio ed una pala caricatrice in retromarcia per vincere le sue ultime resistenze.
Letteralmente sradicato dal suolo.
E’ lì a terra, ora. In attesa di essere trasportato in discarica e far spazio.
Ed io, alla finestra, mi godo il nuovo panorama. 
Un polveroso cantiere.

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  1. mek

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