(questo post non ha titolo)

Resto in piedi dentro scomodi spazi a spirale.
Con la mano dreno questa palude immota di deboli intenti.
Un plesso di ingegnosa fattura. Le mie ostruzioni.
La poesia si rompe come un guscio d’uovo.
Puntellare falsità e issare una muta ingiunzione. Alla rinuncia.
C’è soltanto un refuso.
Il desiderio. Una costante verticale.

 

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  1. yae

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